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Calcolo del codice fiscale inverso e omocodie

Il sito CodiceFiscale.it permette di calcolare il codice fiscale inverso anche in casi di omocodia. Ecco come

codice fiscale inverso

Il calcolo del codice fiscale inverso è necessario per verificare che la sequenza di numeri e lettere sia corretta ed è utile quando si vuole risalire ai dati anagrafici del proprietario.

L’algoritmo che verifica la correttezza del codice fiscale è solo apparentemente banale: esistono infatti innumerevoli siti Internet dove è possibile verificare il proprio codice fiscale ma la maggior parte di essi si limita ad un controllo formale e ad estrarre le informazioni più semplici.

In particolare sesso, data e luogo di nascita del soggetto sono facilmente estrapolabili a partire dal 7° al 15° carattere del codice fiscale: questi infatti si riferiscono rispettivamente al giorno, mese e anno di nascita (il giorno contiene anche l’indicazione del sesso, essendo aumentato di 40 per le donne) e al codice catastale del comune di nascita.

Anche il carattere di controllo finale è facilmente verificabile da un algoritmo che ripercorra la modalità di calcolo.

I dubbi rimangono sulla decodifica di nome e cognome e sui casi di omocodia.

Riguardo al nome e cognome, si possono solo fare delle ipotesi dal momento che la stessa sequenza di lettere può riferirsi a nomi e cognomi differenti: per fare un esempio pratico le lettere iniziali RSS possono riferirsi a decine di cognomi diversi tra cui Rossi, Russo, Rossetti, Rossini, ecc…

Per quanto riguarda la verifica delle omocodie la questione è più complessa: l’omocodia si verifica quando due persone danno luogo allo stesso codice fiscale perché condividono data e luogo di nascita e hanno nomi e cognomi uguali o molto simili.

In questo caso il legislatore ha previsto la sostituzione del carattere numerico più a destra con una lettera (secondo una precisa tabella). Questa sostituzione però vanifica qualsiasi verifica formale: un normale algoritmo di verifica si aspetta infatti di trovare il codice catastale con una precisa sequenza di 1 lettera seguita da 3 numeri (ad esempio il codice catastale di Roma è H501). Se invece a causa di una omocodia il codice risulta H50M, qualsiasi sistema darà un errore.

Si può pensare che le omocodie siano casi rari e molto sporadici ma non è del tutto vero.

In Italia si contano decine di migliaia di omocodie ed esse sono destinate ad aumentare visto che soprattutto tra i cittadini stranieri possono essere molto frequenti: in questi casi infatti il luogo di nascita si riferisce al paese di origine (e non alla singola città), molti immigrati indicano come data di nascita il 1° giorno del mese (non conoscendo il giorno esatto) e la varietà di nomi e cognomi è generalmente minore all’estero (soprattutto se paragonata all’enorme numero di cognomi presenti in Italia, oltre 300’000).

Tutto questo genera dei problemi notevoli per chi è “vittima” di omocodia, basti pensare che molti siti di enti pubblici o aziende private non tengono conto della presenza di questi casi: un cittadino si trova quindi nella paradossale situazione di non potersi iscrivere ad un servizio online perché il suo codice fiscale risulta non compatibile con l’algoritmo che ne verifica la correttezza formale.

Esiste un solo servizio online in grado di risolvere questi due aspetti: il sito CodiceFiscale.it permette di calcolare il codice fiscale inverso anche in casi di omocodia. Fornisce inoltre un’indicazione dei possibili nomi e cognomi che danno origine ad una specifica sequenza di caratteri basandosi sul luogo di nascita per mostrare le percentuali dei nomi e cognomi più probabili.

Infine permette anche di risolvere errori di trascrizione o battitura: se si inserisce un codice fiscale con un solo carattere errato (magari perché illeggibile) l’algoritmo è in grado di rilevarlo e suggerire i potenziali codici fiscali corretti.

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