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Asti, nel “bianco dipinto di blu” di piazza del Palio si infiamma la polemica politica: “Misura di cassa, nessuna progettazione ambientale” – ATNews.it

Opposizioni all’attacco sulla scelta di rendere a pagamento gli stalli di piazza Campo del Palio

La decisione da parte dell’Amministrazione Comunale di rendere a pagamento i parcheggi di piazza Campo del Palio ha creato un subbuglio nella politica astigiana, come era lecito aspettarsi dopo una scelta di tale portata. A prendere posizione su questa novità che dal primo gennaio interesserà molti automobilisti astigiani, quasi tutte le forze politiche che siedono in consiglio comunale, che esprimono il proprio dissenso, pur con sfumature differenti.

Cerruti (M5S): “Ci sono sufficienti stalli bianchi a compensazione come recita il Codice della Strada?”

“Esprimiamo la nostra perplessità riguardo la scelta di “tinteggiare di blu” Piazza del Palio – afferma Massimo Cerruti, del Movimento 5 Stelleè vero che il Comune si troverà a sostenere spese straordinarie, ma è altresì vero che una tale

scelta dovrebbe avere come contraltare un incremento di servizi e della loro qualità. Siamo rammaricati del fatto che ancora una volta le decisioni le apprendiamo dagli organi di stampa già approvate e finite: perché una accelerazione improvvisa senza manco coinvolgere realtà sociali o ascoltare i pareri di cittadini? Ci chiediamo anche se il Sindaco Rasero abbia esplorato tutte le possibilità, compreso l’intervento a livello nazionale di un Governo del suo stesso colore politico, prima di porre in essere una misura che, a nostro avviso, riscontra diverse ambiguità: il periodo di grave crisi economica ha già provato seriamente i bilanci familiari, chiedere una quota, per quanto calmierata, potrebbe disincentivare gli spostamenti dall’esterno verso la città con una relativa ricaduta economica. Che impatto avrà sulle attività commerciali e il mercato? La condizione del tessuto economico e sociale astigiano è già in difficoltà, temiamo che una tale azione, senza i dovuti bilanciamenti, possa peggiorarla”.

“Inoltre – prosegue –  considerato che l’art. 7 comma 8 del Codice della Strada recita “su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta”, e che senza una equa distribuzione di parcheggi gratis e a pagamento qualsiasi contravvenzione, elevata per il mancato pagamento (e la relativa esposizione) del ticket attestante il versamento delle somme dovute per la sosta, è illegittima, questa amministrazione ritiene adeguato supplire con il Babilano e come intende procedere? Detto questo, anche per noi, l’ambiente e la sostenibilità sono al primo posto. Sicuramente “stalli blu” vuol dire disincentivo all’utilizzo del mezzo privato, ma ribadiamo che va fornita al cittadino una alternativa valida e funzionante altrimenti ci ritroveremmo di nuovo di fronte a politiche che favoriscono l’acuirsi del divario sia economico che sociale. Non ci chiediamo, quindi, se il Sindaco intenda portare avanti tale misura anche una volta rientrata l’emergenza e se, qualora decidesse di proseguire, ha già un piano di valorizzazione del tpl e riorganizzazione della città e se vi sia la possibilità di discuterne insieme oppure è già tutto deciso”

Asti oltre: “Il comune vede blu. Non c’è una strategia”

Di mancanza di strategia a livello globale parla Asti Oltre, che vede in Consiglio Comunale sedere il suo esponente Roberto Migliasso: “Parcheggi a pagamento in Campo del Palio per quadrare il bilancio? Per la serie: c’è un buco, mettiamo una toppa. L’idea geniale di chi prende voti dicendo che non metterà “le mani nelle tasche degli italiani”. Non va bene, ovviamente. Ma non tanto per l’introduzione di nuovi parcheggi a pagamento in se (che sarebbe già un problema serio) quanto perché si tratta di una misura che dimostra, se ancora ve ne fosse bisogno, che l’amministrazione non ha una strategia, un’idea di città (sostenibile) verso cui tendere attraverso una serie organica di provvedimenti che migliorino la vivibilità disincentivando l’uso dell’auto, senza danneggiare il commercio. Assistiamo a iniziative scoordinate e schizofreniche: un giorno si sposta il mercato, no non si sposta; si chiude una strada in piazza Catena per un cantiere accecando bar e negozi poi si dice che il cantiere non dipende dal Comune ( allora chi lo ha autorizzato?) ; per non dire del problema storico del parcheggio camper in Campo del Palio ( lungo il Borbore ci sono due enormi piazzali sempre vuoti: perché non indirizzarvi i camper ?). Non vale la pena però elencare qui le magagne di una città schiava del traffico. Ma urge affrontare i nodi in modo organico e non estemporaneo e a danno del cittadino”

Uniti Si Può: “Una tassa che va a colpire chi abita “fuori”. Perchè ad Asti non c’è un abbonamento integrato trasporti – parcheggi?”

“Si tratta di una tassa che andrà a colpire chi deve recarsi nel centro da “fuori”, cioè chi abita nelle periferie di Asti e nel resto della provincia. Provincia di cui Rasero è recentemente diventato presidente – accusano Vittoria Briccarello e Mauro Bosia (Uniti si Può) –  dopo i bei discorsi sulla necessità di una visione comune in campagna elettorale, ecco che scarica gli aumenti su paesi limitrofi e zone marginali della città, cioè chi già è svantaggiato perché vive in luoghi senza servizi e opportunità di lavoro o studio. A risentirne di più i pendolari – sia lavoratori che studenti universitari – che, dovendo lasciare l’auto per ore posteggiata in piazza, saranno costretti a comprare l’abbonamento per gli stalli blu oltre a quello per il treno. Auspichiamo almeno che venga esteso da Piazza Alfieri senza aumenti di tariffa per chi già lo possiede e con tariffa calmierata per chi dovrà farlo. In passato e ancora qualche settimana fa abbiamo proposto di creare un abbonamenti “formula”, ovvero un solo abbonamento integrato in cui si possa parcheggiare, usare mezzi pubblici, prendere il treno per Torino o Alessandria: c’è in tutte le città ma sembra che farlo ad Asti sia impossibile”.

 “Capitolo a parte merita la tematica ambientale – concludono – noi abbiamo sempre sostenuto le politiche di pedonalizzazione, aumento della Ztl, eliminazione del traffico dal centro: ma abbiamo anche sempre detto che queste devono andare a braccetto con la possibilità di spostarsi attraverso un’efficiente sistema di mezzi pubblici Asp ha a disposizione una premialità Arera di 6,5 milione che, dopo essere tassato, si aggirerà attorno ai 4 milioni. Di questi 4 milioni l’Amministratore Delegato ha affermato che una parte verrà usata per contenere gli aumenti dei costi di gestione, i restanti DUE avrebbero potuto essere utilizzati – se davvero ci fosse la volontà di togliere le auto dal centro – per implementare il numero delle corse e delle linee del trasporto pubblico locale”.

Parcheggi Uniti si può

Mario Malandrone (Ambiente): “Posso capire questa scelta, ma non posso votarla. Serve coraggio sul trasporto pubblico”

Accusato in un primo momento di non aver preso sufficienti distanze dai provvedimenti dell’Amministrazione, Mario Malandrone (Ambiente Asti) precisa i suoi distinguo in merito alla questione. “Mettiamo che sia una scelta di politica ambientale come annunciato dall’Amministrazione  – spiega – quanti sono i cittadini che usano la macchina per andare in centro e vengono penalizzati da questa misura? Secondo noi una minoranza. Crediamo invece che questa sua una tariffa che colpisca tutti indistintamente, soprattutto chi per lavorare e studiare è costretto a parcheggiare in quella piazza: persone già gravate da spese per viaggiare e senza reddito come gli studenti”. Inoltre, secondo il consigliere, la ricerca magari affannosa di stalli bianchi potrebbe portare a un effetto opposto rispetto a quello voluto sul piano ambientale, costringendo più tempo le persone in macchina: “I parcheggi nelle aree bianche vicine sono già congestionati e non vi è un piano di nuovi parcheggi bianchi fuori dal centro, non vi sono strutture di intermodalità, ovvero  parcheggi dove poter effettuare scambio auto- bici, auto – mezzi pubblici. Questi ultimi non hanno una frequenza e percorsi che non permettono a un pendolare di poter essere sicuro di prendere il treno e di fatto non esistono per chi arriva da frazioni e paesi limitrofi. Inoltre l’aumento di stalli blu va a coprire anche i parcheggi che si perderanno per un servizio di raccolta rifiuti ambientalmente discutibile, quello verticale, che andrà ad occupare circa 400 stalli in città, secondo i nostri calcoli”.

Secondo l’Amministrazione , la misura verrebbe usata per non aumentare i servizi a domanda individuale (asili, palestre, mense) – prosegue-  noi non siamo per l’aumento delle le tariffe , ma questa scelta nel bilancio di previsione suona come misura emergenziale. Per fare una svolta green occorre attrezzare la città con scelte su trasporti, mobilità conseguenti, altrimenti in questo modo si fa solo cassa e basta. Per ottenere l’effetto di un uso minore dell’auto, occorre dare alternative valide. Io posso capire la necessità di ricercare fondi a bilancio, ma non voterò questo misura– conclude –  Ambiente Asti si coordinerà con le minoranze.  Sui temi ambientali, da anni facciamo proposte, se ora dobbiamo chiaramente bocciare la scelta perchè la vera ragione non è quella del diminuire l’inquinamento, ma agire in emergenza sul bilancio senza misure alternative è perchè molte proposte delle minoranze non sono state ascoltate per 5 anni”.

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