A rischio crollo il fondaco del sale della tonnara di Bivona

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La struttura serviva per immagazzinare grandi quantità di sale, necessarie per la conservazione del tonno. Ad oggi l’impianto non ha ricevuto nessun intervento

Giuseppe Addesi

A rischio crollo il fondaco del sale della tonnara di Bivona

Dopo la pesca il tonno veniva diviso in 32 parti, che richiedevano sale per la loro conservazione essendo il sale l’unico conservante adoperato a quei tempi. Per la salagione ne servivano grosse quantità, che venivano stipate in un apposito locale chiamato Fondaco. L’attività di salagione richiedeva l’impiego di esperte maestranze e nel 1924, dopo la prima “calata” della tonnara di Bivona, di proprietà del marchese Gagliardi, i salatori vennero fatti espressamente arrivare dalla Sicilia.

Lo stato attuale del Fondaco del sale è oggi fortemente degradato, come documentato dallo studioso Antonio Montesanti che, in particolare, rileva: «Il tetto è a rischio crollo in più punti e la mancanza di tegole in diverse parti causa infiltrazioni d’acqua che erodono i blocchi di arenaria con cui fu costruito l’antico magazzino del sale. Ancora più grave è l’erosione dei blocchi angolari del lato nord dell’edificio, ormai quasi del tutto assenti. Gravissima si presenta l’erosione dell’arenaria in tutto il muro del lato strada della struttura, che è ormai del tutto priva della stabilità necessaria a garantire l’incolumità dei passanti».

«Il Fondaco del Sale- conclude amaramente Montesanti- che nel progetto originario del Museo del Mare doveva assolvere alla funzione di area dei servizi e Bookshop, in realtà non ha mai usufruito di alcun intervento strutturale».