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A Bari il vibonese Petullà si aggiudica l’edizione 2022 del premio “Seneca”

“Quale memoria dopo Aushwitz. Il ruolo della poesia”. È questo il titolo dell’articolo con cui Michele Petullà ha vinto l’edizione 2022 del Premio accademico internazionale di Letteratura contemporanea “Seneca”. Lo scrittore e sociologo vibonese, nello specifico, si è aggiudicato il prestigioso riconoscimento per la sezione Giornalismo. Nell’articolo con cui ha vinto il Seneca, egli si interroga con acume sul ruolo della poesia dopo l’Olocausto. Ne esce fuori una dotta trattazione letteraria tra filosofia e poesia, passando per la storia, che ha per oggetto, appunto, il dramma dello Shoah. La cerimonia di premiazione si è svolta in Puglia, nel Salone delle Scuderie del castello normanno-svevo di Sannicandro di Bari. [Continua in basso]

«Chi ha provato nella propria carne quell’orrore, come lo scrittore italiano Primo Levi e il poeta rumeno, naturalizzato francese, Paul Celan – si legge nella motivazione che ha portato la giuria ad assegnare il premio all’apprezzato scrittore-giornalista vibonese -, ha donato alle nuove generazioni, ignare dell’Olocausto, la testimonianza da custodire, la memoria irrinunciabile, la parola di verità straziante e redentiva. La poesia del dramma disegna un nuovo percorso della parola, che ha come fine la memorabilità, ovvero la responsabilità della memoria: la memoria offesa è salvata dalla poesia, redentiva di ogni memoria». Nel suo articolo Petullà lancia una sorta di grido d’allarme affinché gli errori e gli orrori che hanno portato alla morte di milioni di persone innocenti e che hanno caratterizzato in modo disumano quel triste frangente di storia del ‘900, e non solo, non vengano dimenticati e, anzi, vengano tramandati in modo indelebile a futura memoria, affinché non si ripetano mai più. In questo contesto, un ruolo di rilievo può assumerlo, appunto, l’arte della poesia.

Il premio Seneca, giunto alla sua sesta edizione, viene organizzato annualmente dall’Accademia delle Arti e delle Scienze Filosofiche – Polo accademico internazionale di libera creazione del pensiero per lo studio e la formazione sul linguaggio filosofico e artistico e l’insegnamento delle Scienze, delle Lettere e delle Arti contemporanee – con sede a Bari. La rassegna letteraria è patrocinata, tra gli altri, da Parlamento Europeo, Consiglio dei Ministri, Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Regione Puglia e Comune di Bari.

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